Il cane è una res ed è sequestrabile

Il cane è una res ed è sequestrabile, almeno secondo la Cassazione (Cass. pen., Sez. III, dep. 22 dicembre 2016, n. 54531)

La Corte di Cassazione (Cass. pen., Sez. III, dep. 22 dicembre 2016, n. 54531) ha ribadito il proprio precedente orientamento, ritenendo legittimo il sequestro preventivo di animali domestici. In particolare, la Suprema corte ritiene che non sia prospettabile un’equiparazione tra le esigenze lecite dell’uomo e quelle dell’animale.

Allo stato dell’arte, la Corte di legittimità considera il cane una res secondo i principi civilistici, sebbene vi siano pronunce di alcuni giudici di merito, argomentazioni della dottrina e impulsi sovranazionali che spingono verso il riconoscimento della soggettività dell’animale. A tal proposito, il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, stabilisce all’art. 13 che “(…) l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti (…)”.

La motivazione della sentenza pare in netto ritardo rispetto al mutamento della società; pertanto, si ritiene di poter aderire a quella parte di dottrina che propone una soluzione particolarmente suggestiva: l’inserimento della dignità degli esseri animali in Costituzione.